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Quel
poco che ho visto mi conferma che, con tutte le diversità del caso,
siamo tutti uguali,
che le barriere sono una grossa perdita per chi le costruisce,
che la ricchezza non sempre è monetaria,
che un popolo dimenticato dai più non è per forza morto.
Ale
Il
progetto Ipik 2007 si colloca nella relazione di partnership, che potrebbe
dare avvio a un gemellaggio, fra il Comune di Bergamo e la Municipalità
di Pejë/Pec e prevede, come le passate edizioni, l’animazione
per i bambini a rotazione nei villaggi di Radavac, Jablanica, Novoselle,
Siga e Brestovik, nella vallata di Radavac.
Grande importanza viene data però anche alle attività da
organizzare con i giovani e i preadolescenti, che verranno coinvolti in
laboratori espressivi e in attività sportive. Sono previsti: momenti
di incontro con alcune persone significative del luogo, gite e momenti
di scambio con i giovani dei villaggi e della città, tornei di
pallavolo e calcio, feste e concerti.
Dall'estate
2001 il Servizio Giovani del Comune di Bergamo ha collaborato con un'importante
esperienza promossa da un gruppo di giovani bergamaschi che, riunitisi
sotto la sigla IPIK (Insieme Per Il Kosovo), hanno organizzato un campo
di animazione estivo in Kosovo. La loro proposta è stata raccolta,
nella prima edizione, da circa 200 volontari.
La finalità era, da una parte, avviare un percorso di sostegno
ai processi di ritorno alla normalità attraverso la cura dei rapporti
interpersonali, confermando il legame che si è creato tra Bergamo
e la valle di Radavac durante la fase di ricostruzione post-bellica; dall’altra,
permettere ai giovani bergamaschi di entrare in contatto con una cultura
e un contesto totalmente nuovi. Centro dell’intervento è
stato il lavoro di animazione con i bambini dei quattro villaggi agricoli
Novoselle, Jabllanica piccola, Jabllanica grande, Radavac nella municipalità
di Pec-Peje in Kosovo, dove si sviluppano i progetti di cooperazione dell'associazione
Bergamo per il Kosovo. I gruppi di lavoro hanno però anche preso
contatto con giovani kosovari, con l’intento di condividere momenti
di incontro e confronto.
Il
progetto non si è concluso con la fine del campo di lavoro: nei
mesi successivi si sono svolti alcuni incontri di verifica, sfociati poi
nell'ideazione del progetto Insieme per il Kosovo 2002 continuazione,
e al contempo evoluzione, dell'omonimo progetto dell'estate 2001. Infatti,
mentre il progetto del 2001 era basato principalmente sull'animazione,
uno strumento alla portata di tutti per instaurare dei legami da zero,
quello del 2002 prevedeva un intervento più mirato e suddiviso
in aree legate alle competenze specifiche: sensibilizzazione ambientale,
animazione per bambini, seminario di teatro, incontri con le ragazze dei
villaggi, realizzazione di un documentario. I singoli progetti erano rivolti
ai ragazzi kosovari e, anzichè offrire un servizio, si proponevano
di "mettere in comune" un interesse e una voglia di scambio
reciproci.
Il significato dell'esperienza di Ipik non si esauriva nello specifico
intervento in Kosovo durante l'estate, ma piuttosto si arricchiva nei
momenti di organizzazione, ideazione e dibattito svoltisi durante l'anno
a Bergamo e che hanno permesso di coniugare un bisogno di comunità
e condivisione con una progettualità dai contenuti forti.
Dopo
un paio d’anni di interruzione, legati sia alle vicende storiche
sia a quelle dell’associazione, nell’estate 2005 è
stata riproposta la presenza di giovani volontari bergamaschi nei villaggi
in cui è attiva “Bergamo per il Kosovo”.
Il contesto in cui questa presenza si è inserita è significativamente
mutato: nell’area è in atto il rientro della minoranza serba,
iniziato nell’ottobre del 2004 e giunto, in questi mesi in cui sono
in corso le trattative per la definizione dello status del Kosovo, ad
una delle sue fasi più delicate.
Diversa, quindi, anche la struttura del progetto. Ridotti i numeri: solo
una quindicina i volontari che quest’anno sono partiti da Bergamo
per un campo di animazione durato “solo” tre settimane. Mutata
la collocazione sul territorio: non più nella scuola del villaggio
albanese di Novoselle, ma in territorio “neutro”, sulla strada
che collega i villaggi albanesi della vallata con i due villaggi in cui
la minoranza serba sta rientrando. L’animazione, infatti, si è
svolta in tutti questi villaggi ed è stata affiancata da momenti
di collaborazione e lavoro nei villaggi abitati dalla minoranza serba,
il cui significato non stava tanto nell’ aiuto concreto alla ricostruzione,
quanto piuttosto nella presenza stessa dei volontari. Oltre all’arricchimento
personale dei giovani partiti da Bergamo, il progetto dell’estate
scorsa ha avuto un importante risultato: più di una volta i bambini
albanesi e quelli serbi si sono trovati nello stesso prato e hanno giocato
insieme; questo fatto, pur non avendo sicuramente rilevanti conseguenze
dal punto di vista pratico, ha di certo una fortissima valenza simbolica.
Il progetto dell’estate 2006 ha iniziato a prendere forma già
a settembre quando i volontari dell’edizione Ipik 2005 sono tornati
a Bergamo. Il progetto ha previsto la presenza dei giovani bergamaschi
in Kosovo per circa un mese e mezzo durante l’estate. L’ attività
principale del progetto rimane l’ animazione prevista dal lunedì
al venerdì a rotazione nei villaggi di Radavac, Jablanica, Novoselle,
Siga e Brestovik. Anche i giovani e i preadolescenti vengono coinvolti
in laboratori espressivi e in attività sportive come tornei di
pallavolo e calcio, momenti di festa serali, un corso di danze popolari,
momenti di incontro con alcune persone significative del luogo e alcune
gite.
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